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Observer

Il Congresso riconosca il Somaliland come leader della conservazione, non solo come partner nella difesa

Il governo del Somaliland fa sì che la sua fauna resti tra le più diversificate e in salute del Corno d'Africa.

Michael Rubin è specializzato in Iran, Turchia e nel Corno d’Africa. La sua carriera comprende un periodo da funzionario del Pentagono, con esperienze sul campo in Iran, Yemen e Iraq, oltre a contatti con i talebani prima dell’11 settembre. Rubin ha inoltre contribuito alla formazione militare, insegnando a unità della Marina e dei Marines statunitensi temi legati ai conflitti regionali e al terrorismo. Tra i suoi lavori accademici figurano diverse pubblicazioni di rilievo, come «Dancing with the Devil» e «Eternal Iran». Rubin ha conseguito un Ph.D. e un M.A. in storia e un B.S. in biologia alla Yale University.

Somaliland's government has embraced cheetah conservation, rescuing cubs from smugglers.
Il governo del Somaliland ha abbracciato la tutela del ghepardo, salvando i cuccioli dalle mani dei trafficanti. · Shutterstock

Il presidente Abdirahman Mohamed Abdullahi «Irro» è arrivato a Washington il 5 settembre 2026, all’inizio di una visita di quasi tre settimane per incontrare i decisori politici statunitensi e i leader mondiali all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, intervenire presso organizzazioni di ricerca applicata sulle politiche pubbliche e incontrare la diaspora somalilandese negli Stati Uniti.

I repubblicani si sono stretti attorno alla causa del Somaliland. Nel 2023 sono riusciti a far includere il Somaliland nel National Defense Authorization Act del 2023, costringendo un Dipartimento di Stato riluttante a riferire sulle relazioni con quello che aspira a diventare uno Stato. I repubblicani hanno applaudito prima l’apertura di Taiwan verso il Somaliland e poi, il 26 dicembre 2025, il riconoscimento formale da parte di Israele. I progressisti, invece, si sono mostrati meno entusiasti per quattro ragioni: troppi hanno visto il Somaliland come un progetto repubblicano; si sono rimessi alla deputata democratica Ilhan Omar del Minnesota, che proviene da un clan rivale degli Isaaq; il riconoscimento isolato di Israele e le false voci secondo cui il Somaliland avrebbe ospitato gazawi sfollati hanno irritato i leader filopalestinesi; e la piattaforma e l’agenda dei democratici non davano priorità agli argomenti militari e di sicurezza addotti a sostegno del riconoscimento statunitense.

Al di là del progressismo in generale e degli sforzi per promuovere l’emancipazione femminile, però, i democratici avrebbero molto da apprezzare nell’ambientalismo del Somaliland e nelle sue iniziative di conservazione, in cui, accanto a Namibia e Ruanda, è arrivato a guidare il continente. Ed è un punto importante: lo fa per principio e senza significative entrate dal turismo o aiuti esteri. Sebbene i critici talvolta sostengano che il Somaliland sia soltanto un progetto secessionista degli Emirati Arabi Uniti, Shukri Haji Ismail Bandare, ex ministra dell’Ambiente e del cambiamento climatico, ha spesso contrastato le pressioni emiratine per rilasciare bracconieri e trafficanti di fauna selvatica.

Le successive amministrazioni del Somaliland hanno sposato in particolare la conservazione dei ghepardi, sottraendo cuccioli ai contrabbandieri e destinando migliaia di acri a una nuova struttura per riabilitare il felino ufficialmente classificato come vulnerabile, la categoria immediatamente inferiore a quella di specie in pericolo. In una recente visita all’area di conservazione dei ghepardi, a un’ora d’auto dalla capitale Hargeisa, ho visto diversi gruppi di ghepardi e ho incontrato alcuni veterinari, tra cui americani, che effettuano regolari prelievi di sangue, campionamenti di feci e altre procedure mediche per garantire che la fauna del Somaliland resti tra le più diversificate e in salute del Corno d’Africa.

Ho parlato con Irro, con l’ex presidente Musa Bihi e con altri funzionari, accomunati dalla visione di costruire nel Corno d’Africa un parco nazionale capace di rivaleggiare con quelli del Serengeti e dell’Africa australe.

La differenza tra siccità e carestia dipende meno dalla natura che dalla capacità di governo. Il Somaliland sopravvive alla siccità senza carestie perché il suo governo democratico protegge le falde acquifere e ha represso il commercio del carbone di legna, devastante per il clima, dal quale la Somalia trae profitto bruciando arbusti e alberi, anche mentre la desertificazione avanza.

La politica estera statunitense più efficace è sempre bipartisan. Nell’epoca del presidente Ronald Reagan e dello speaker della Camera Thomas «Tip» O’Neill Jr., i due leader, su fronti opposti, non condividevano sempre motivazioni e priorità, ma cooperavano ugualmente.

I repubblicani possono vedere nel Somaliland una testa di ponte contro l’estremismo e la penetrazione cinese; i democratici dovrebbero vedervi un faro di democrazia e ambientalismo. Né gli uni né gli altri dovrebbero guardare al Somaliland soltanto attraverso la lente della politica israelo-palestinese o di altre agende. Insieme, il Somaliland potrebbe essere il tema su cui tutti gli americani possono ritrovare un terreno comune.