A San Diego è il CAIR a definire l'«islamofobia»
La nuova definizione di «islamofobia» adottata da San Diego è stata redatta negli uffici locali del Council on American-Islamic Relations, gruppo citato in un procedimento sul finanziamento di Hamas e designato organizzazione terroristica dai governatori di due Stati americani: quasi 2.000 pagine di atti comunali ricostruiscono come sia accaduto.
Gregg Roman è il direttore esecutivo del Forum del Medio Oriente. Nel 2014 la Jewish Telegraphic Agency lo ha inserito tra i «dieci leader ebrei più ispiratori al mondo»; in precedenza è stato consigliere politico del vice ministro degli Esteri israeliano e ha lavorato per il ministero della Difesa israeliano. Relatore assiduo sulle questioni mediorientali, Roman ha testimoniato davanti al Congresso e alla Knesset e interviene su canali di informazione internazionali come Fox News, i24NEWS, Al Jazeera, BBC World News e i canali israeliani 12 e 13. Ha studiato sicurezza nazionale e comunicazione politica all’American University e all’Interdisciplinary Center di Herzliya e ha scritto per The Hill, Newsweek, il Los Angeles Times, il Miami Herald e il Jerusalem Post.

Il 15 settembre 2026 il Consiglio comunale di San Diego ha adottato una definizione operativa di «islamofobia» e ne ha disposto l’invio a tutti i dipartimenti comunali, polizia compresa. Il voto è stato di 8 a 0. La definizione è stata redatta dal Council on American-Islamic Relations, o CAIR. I procuratori federali hanno indicato il CAIR, pur senza mai incriminarlo, come coconspiratore in un procedimento sul finanziamento di Hamas, e i governatori di Texas e Florida lo hanno designato organizzazione terroristica. La delibera non dice chi l’abbia scritta. È la storia di come il testo del CAIR sia diventato la linea del Comune di San Diego, ricostruita sulla base di quasi 2.000 pagine di atti comunali ottenuti dal Forum del Medio Oriente.
La città aveva tutte le ragioni per intervenire. Il 18 maggio 2026 due adolescenti hanno attaccato l'Islamic Center of San Diego e ucciso tre uomini: una guardia giurata, Amin Abdullah, e due fedeli, Nadir Awad e Mansour Kaziha. Nel complesso si trovavano circa 140 studenti. Il rapporto degli uffici comunali, la relazione che accompagna un provvedimento in Consiglio, afferma che i tre uomini hanno impedito all'aggressore di raggiungere la scuola. Un procuratore ha poi dichiarato che gli assassini avevano in programma di colpire subito dopo «un tempio ebraico e studenti afroamericani di una scuola superiore pubblica». In seguito, secondo un sondaggio citato dalla delibera, l'88 per cento dei musulmani intervistati nella contea di San Diego si è sentito meno al sicuro. San Diego doveva una risposta ai suoi residenti musulmani. Gli atti mostrano chi l'ha scritta.
La prova della paternità è sul sito stesso del Comune. Tra i documenti di settembre della Human Relations Commission, l'organo consultivo che esamina provvedimenti di questo tipo, c'è una bozza di quattro pagine della delibera. Le proprietà del file registrano chi l'ha creata e quando: Ilias Benbatoul, 16 luglio 2026. Benbatoul è un community canvasser dell'ufficio del CAIR di San Diego. Accanto alla bozza è pubblicata una lettera della direttrice esecutiva dell'ufficio, Tazheen Nizam. Alla voce «Authors» si legge: «A collaborative effort with assistance [and] support from many experts led by Ilias Benbatoul and Tazheen Nizam».
Basta confrontare la bozza del CAIR con la delibera approvata dal Consiglio due mesi dopo. La definizione di «islamofobia» adottata dal Consiglio riprende la frase scritta dal CAIR, con l’aggiunta di tre parole: «o dei loro beni». La bozza del CAIR elencava dodici esempi di «islamofobia». Il Consiglio ne ha adottati i primi dieci, nello stesso ordine, con lievi ritocchi.
Almeno una consigliera sapeva di chi fosse la proposta. Tredici giorni prima del voto, la consigliera Jennifer Campbell ha scritto a Benbatoul: «I have good news. I am happy to support the resolution you proposed as sent to me». E ha firmato: «Your sister and fellow American, DrJen». Alla seduta del Consiglio Benbatoul è stato presentato, dal tavolo dove siedono i funzionari del Consiglio, come uno dei «community members» che illustravano il provvedimento. Il rapporto degli uffici attribuisce il merito a «San Diego Muslim community organizations» senza nominarne nessuna.
La paternità del testo conta per tre ragioni. La prima è che cosa fa il documento. Molte delibere sono redatte dai gruppi che le sollecitano, e la maggior parte si limita a onorare una persona o a ricordare una ricorrenza. Questa definisce una forma di pregiudizio, e il Consiglio ne ha chiesto la trasmissione alla polizia. Il giorno dopo il voto, Nizam ha detto alla radio pubblica che cosa si aspetta: «Law enforcement now has a framework». La seconda ragione è chi l’ha scritto. Due governatori hanno designato il CAIR organizzazione terroristica. Il testo del CAIR è oggi il riferimento della città per riconoscere l’odio verso i musulmani, e chi ripete ciò che quei governatori hanno detto del CAIR non può capire, da quel testo, da quale lato della linea si trovi. La terza ragione è che al pubblico non è stato detto. Sei mesi prima lo stesso Consiglio aveva adottato una definizione di antisemitismo e ne aveva messo l’autore nel titolo. Questa volta non ha indicato alcun autore, e la commissione che aveva votato sulla prima definizione non ha mai votato sulla seconda.
Il modo in cui la bozza del CAIR è diventata politica comunale è documentato in 1.956 pagine di email del Comune che il Forum ha ottenuto in base alla legge californiana sull’accesso agli atti. Provengono da due uffici consiliari. I promotori del provvedimento, il presidente del Consiglio Joe LaCava e il consigliere Sean Elo-Rivera, non hanno ancora reso pubblici i propri fascicoli; lo stesso vale per il sindaco e per altri sei uffici comunali. Quanto è stato rilasciato mostra che la definizione non è stata il primo testo scritto dal CAIR per San Diego. In quasi cinque anni il suo ufficio locale ha redatto proclami cittadini. I funzionari comunali rimandavano le bozze al CAIR per le sue modifiche e allestivano il podio della città per gli oratori del CAIR. Chi ha sollevato obiezioni non ha ricevuto, nelle pagine rilasciate, alcuna risposta. Non è detto che in tutto questo sia stata violata alcuna legge. Ciò che gli atti documentano è una città che ha lasciato a un'organizzazione esterna la scrittura delle proprie parole e non l'ha detto al pubblico.
Chi è il CAIR
Il CAIR è stato fondato nel 1994 da dirigenti dell'Islamic Association for Palestine, gruppo che il governo statunitense ha descritto come parte dell'apparato propagandistico di Hamas. Nel procedimento contro la Holy Land Foundation, il caso sul finanziamento di Hamas, il Dipartimento di Giustizia ha indicato il CAIR come coconspiratore senza incriminarlo. Nel 2009 il giudice del processo ha riscontrato «ample evidence to establish the associations of CAIR, ISNA and NAIT with HLF, the Islamic Association for Palestine (‘IAP’), and with Hamas». Una corte d'appello ha poi definito quell'inserimento «an untested allegation». Nel 2008 l'FBI ha adottato una direttiva che limita i propri contatti con il CAIR al di fuori delle indagini.
Il 24 novembre 2023 il direttore esecutivo nazionale del CAIR, Nihad Awad, ha dichiarato a un congresso a Chicago che «I was happy to see people breaking the siege» il 7 ottobre. La Casa Bianca ha condannato l'affermazione. Awad ha detto che era stata estrapolata dal contesto e di aver condannato gli attacchi contro i civili israeliani.
Il governatore del Texas ha designato il CAIR organizzazione terroristica straniera nel novembre 2025, e il governatore della Florida lo ha seguito con un ordine esecutivo nel dicembre successivo. Il CAIR ha fatto causa contro entrambi i provvedimenti. Un giudice federale ha sospeso l'ordine della Florida nel marzo 2026 per ragioni di libertà di espressione. Il 29 settembre, due settimane dopo il voto di San Diego, il governatore della Florida e il suo gabinetto hanno designato nuovamente il CAIR in base a una nuova legge statale, e anche questo provvedimento è stato impugnato dal CAIR in tribunale. Il governo federale non ha mai designato il CAIR.
Il CAIR in California
Il CAIR di San Diego non è un gruppo locale a sé stante. È uno dei quattro uffici del CAIR California, che si definisce la sezione più grande e più antica del CAIR. Gli altri uffici sono nell'area metropolitana di Los Angeles, nella Bay Area di San Francisco e nella Sacramento Valley. I quattro appartengono a un'unica società, con sede ad Anaheim, che nel 2024 ha registrato ricavi per 18,9 milioni di dollari. Riceve anche denaro pubblico. Nel giugno 2026 il Department of Health and Human Services ha comunicato al governatore Gavin Newsom che la California aveva trasferito al CAIR California oltre 27 milioni di dollari di fondi federali destinati ai rifugiati, avvertendo di una possibile sospensione o esclusione.
La società è oggetto di altre due istruttorie. Nel gennaio 2026 il presidente della commissione Ways and Means della Camera ha chiesto all'IRS di «investigate CAIR-CA and consider the revocation of tax-exempt status». La sua lettera ha indicato in particolare l'ufficio di San Diego, per aver celebrato il proprio «institutional support ‘before, after, and during’» l'accampamento di protesta alla UC San Diego. E nel giugno 2025 la Fair Political Practices Commission della California, l'autorità di vigilanza sulla politica dello Stato, ha aperto un'indagine su un esposto giurato secondo cui il CAIR California farebbe lobbying presso il legislatore ma «has never complied with lobbyist registration or disclosure requirements under California law». La commissione non ha emesso alcun accertamento. Il 29 settembre 2026 ha comunicato al Forum che il caso era ancora aperto.
Nessuno di questi elementi costituisce un accertamento di illecito. La richiesta all'IRS e l'avvertimento federale erano pubblici prima del voto del Consiglio. Nelle pagine rilasciate da San Diego non risulta che in alcun ufficio consiliare qualcuno abbia chiesto conto né dell'una né dell'altro.
Le prime bozze del CAIR per la città
La prima richiesta che compare negli atti rilasciati è di poco conto. Il 22 novembre 2021 un policy advocate del CAIR ha inviato a un funzionario del Municipio un'email contrassegnata come di alta importanza. L'oggetto era: «CAIR Digital Proclamation Request | by Today 6pm». Il CAIR voleva un proclama cittadino per il suo gala annuale. Il proclama doveva onorare il CAIR, e il CAIR ne ha fornito le parole. La sua bozza diceva che il CAIR «has helped the US become a more fair and just society». Il funzionario ha risposto in otto minuti. Il mattino seguente ha inviato la scansione: «Here you go!». La scansione non figura tra le pagine rilasciate, quindi gli atti non mostrano se la città abbia usato le parole del CAIR. Nessuno, nelle email rilasciate, mette in discussione la richiesta.
Il marzo successivo il tema era il Ramadan. Nizam ha inviato all'ufficio di Elo-Rivera un file intitolato «Ramadan Resolution 2022.docx». «I tweaked last year’s proclamation just a bit», ha scritto. «Please excuse any mistakes. I do not have a policy person at the state level to proofread my work». L'ordine del giorno del 5 aprile recava il proclama a nome di quattro consiglieri. Una settimana dopo la città ha ospitato una cerimonia per il Ramadan in Municipio. «We will provide the podium and audio equipment», ha confermato il direttore della comunicazione di Elo-Rivera. Nizam era indicata come prima oratrice e un membro del consiglio direttivo del CAIR come secondo, prima di quattro consiglieri comunali. Lei aveva un'ultima domanda: «Did you have any luck with the press?».
Il giorno dopo la cerimonia è arrivato un avvertimento. WeCAIR, una coalizione di ex dipendenti, ex membri del consiglio direttivo e membri della comunità, ha inviato una lettera di nove pagine all'ufficio di Elo-Rivera e, quella sera, a Campbell. Vi si denunciava «a culture in which sexual harassment, gender discrimination, and retaliation against those who raise concerns about such conduct is widespread». E si concludeva: «Until it does that, CAIR is not a suitable partner on civil rights». Si tratta di accuse, non di accertamenti. Le pagine rilasciate non mostrano alcuna risposta alla lettera né alcuna discussione al riguardo. Tredici giorni dopo Nizam ha chiesto un video di Elo-Rivera, allora presidente del Consiglio, perché il CAIR potesse «send it everywhere». Il suo ufficio ha incaricato un collaboratore di scrivere i talking points e un altro di girarlo.
Quell'estate la città ha rimandato al CAIR, per approvazione, la bozza di un altro proclama redatta dal CAIR. «Can you please have a look and let me know if you would like to suggest any changes?», ha chiesto il direttore della comunicazione di Elo-Rivera. Nizam lo ha fatto. Le sue correzioni, ha scritto, servivano «to stay with statewide branding of this». Nel giro di due ore la bozza della città è tornata indietro con il nome che il CAIR California dava alla ricorrenza, «American Muslim Appreciation and Awareness Month». È andata in Consiglio il 2 agosto.
Nel 2023 la città non ha proposto alcuna bozza propria. «Is it ok that we use the same language as last year and we just change the date to 2023?», ha chiesto quel luglio lo stesso collaboratore a un funzionario del CAIR. La risposta: «Yes, just the date needs to be updated». Il proclama firmato dal Consiglio e dal sindaco non menziona il CAIR. Il rapporto annuale del CAIR California per quell'anno menziona invece San Diego. Elenca la città tra quelle su cui ha «successfully lobbied» per ottenere il riconoscimento del mese.
Dopo il 7 ottobre
Il 10 ottobre 2023, tre giorni dopo il più grande massacro di ebrei dall'Olocausto, Nizam ha scritto a Campbell «to express my deep disappointment» nei confronti dei funzionari californiani le cui dichiarazioni mostravano «solidarity and concern only for Israel». Ha definito Gaza «the largest open-air prison» e Israele «an apartheid state». La lettera non contiene la parola Hamas. Non menziona il 7 ottobre, né gli ostaggi, né i morti israeliani. Lo staff di Campbell l'ha trasmessa al suo capo di gabinetto con un'indicazione: «For your cyber documentation». Interpellato per questo articolo su un'eventuale risposta, l'ufficio ha detto che la consigliera «does not like to get involved in foreign affairs as that is not within the City Council’s purview».
La politica estera è comunque arrivata in Consiglio. Nel febbraio 2024 la città ha offerto al CAIR il proclama per il Ramadan senza che fosse stato richiesto. Il CAIR ha rifiutato. Il 3 aprile ha inviato ai consiglieri una lettera a nome di otto organizzazioni: «we cannot, in good conscience, support the issuance of a Ramadan proclamation if it does not include a demand for a ceasefire in Palestine». Il Consiglio di San Diego non ha scritto alcuna richiesta di cessate il fuoco. Non ha emesso alcun proclama per il Ramadan né quell'anno né l'anno successivo, che era l'alternativa indicata dalla lettera. «I don’t think we will respond», ha scritto il capo di gabinetto di Campbell. Il proclama è tornato nel marzo 2026. L'ufficio di Campbell ha detto a chi scrive che «Councilmember Campbell has supported that proclamation».
La lettera del 3 aprile indicava il CAIR di San Diego e altre sette organizzazioni. Due di esse erano il Palestinian Youth Movement, che in una dichiarazione citata in una lettera del 2025 del senatore Tom Cotton all'IRS ha definito il 7 ottobre «an unprecedented liberation struggle», e la Muslim American Society, che secondo una memoria del Dipartimento di Giustizia «was founded as the overt arm of the Muslim Brotherhood in America». L'episodio non ha interrotto la relazione. Cinque delle sette figurano nell'elenco stilato dal CAIR delle organizzazioni «contacted for input» sulla definizione del 2026, tra cui la Muslim American Society. Il Palestinian Youth Movement non è tra queste.
Poi ha scritto il pubblico. Nell'inverno tra il 2025 e il 2026, 402 persone hanno inviato 415 email chiedendo che la contea di San Diego smettesse di finanziare il CAIR. Tutte tranne una erano in copia al sindaco e a tutti e nove i consiglieri. Gli atti della contea registrano sei contributi al CAIR California dal 2022, per un totale di 55.413 dollari. Due di essi hanno finanziato il gala annuale del CAIR. Gli atti comunali rilasciati non mostrano alcuna risposta a nessuna di quelle email.
Dalla bozza del CAIR al voto del Consiglio
San Diego aveva già adottato la definizione di un gruppo esterno, e quella volta aveva indicato il gruppo. Il 17 marzo 2026 il Consiglio ha adottato la definizione di antisemitismo redatta dall'International Holocaust Remembrance Alliance, o IHRA. La delibera reca il nome dell'IHRA nel titolo, e la Human Relations Commission aveva votato sulla definizione quasi 10 mesi prima del Consiglio. Elo-Rivera è stato l'unico a votare contro.
Due mesi dopo sono arrivati gli omicidi all'Islamic Center. La bozza di delibera del CAIR, il file sul sito del Comune che indica Benbatoul come autore, è stata creata il 16 luglio 2026. Il Consiglio ha votato il 15 settembre. Nei 61 giorni intercorsi, la bozza è arrivata all'ufficio dell'avvocatura comunale e a quello del presidente del Consiglio, e il CAIR ha incontrato altri due uffici consiliari. Non è mai arrivata a un voto della Human Relations Commission. La lettera del CAIR alla commissione definisce la stesura «a painstaking months long process» ed elenca chi il CAIR ha avvicinato lungo il percorso: 12 organizzazioni, otto consiglieri o i loro staff e tre funzionari ai quali ha presentato la delibera, tra cui l'avvocato comunale e il procuratore distrettuale.
Entro il 19 agosto l'ufficio dell'avvocatura comunale aveva una propria bozza, preparata per l'ufficio di LaCava. I legali hanno aggiunto delle clausole. Hanno definito la definizione «non-legally binding», hanno aggiunto una riga a tutela della libertà di espressione e hanno chiesto che la definizione fosse trasmessa a ogni dipartimento cittadino, polizia compresa, «as an educational resource». Le stesse clausole, quasi parola per parola, si trovano nella delibera di marzo sull'antisemitismo, redatta dallo stesso legale comunale. I legali hanno anche ridimensionato un impegno. La bozza del CAIR impegnava la città a «continued investment in the physical security of houses of worship». Il testo adottato dice che la città «supports the physical security of houses of worship». E hanno spostato una frase. Il dodicesimo esempio del CAIR fissava un criterio per il governo stesso: atti o politiche ufficiali che gravino in modo sproporzionato sui musulmani, senza una giustificazione legittima, possono costituire «Islamophobia». Quella frase è uscita dalla definizione ed è finita, quasi parola per parola, nella sezione introduttiva della delibera. Gli atti rilasciati non dicono chi lo abbia deciso, né perché. Ciò che è rimasto era del CAIR, con ritocchi leggeri.
Il 26 e il 27 agosto Benbatoul ha incontrato l'ufficio del consigliere Raul Campillo e Campbell. La bozza dell'avvocatura comunale risaliva a una settimana prima. Ciò che il CAIR ha tratto dagli incontri, stando ai suoi stessi messaggi di ringraziamento, è stato un sostegno: Benbatoul ha ringraziato ciascun ufficio per la disponibilità del consigliere a sostenere la «willingness to support the upcoming Anti-Muslim Hate Resolution».
Il consigliere senior per le politiche di Campbell, Manuel Reyes, ha partecipato all'incontro e ha risposto alle domande di chi scrive. Il CAIR, ha scritto, «reached out to our office and other offices and requested to meet to discuss the working definition on islamophobia». L'incontro «went super well». La consigliera sapeva chi avesse scritto il testo che si era impegnata a sostenere? Era, ha scritto Reyes, sua e della consigliera «understanding that CAIR worked alongside Council President LaCava and Councilmember Elo Rivera on this resolution». Ha aggiunto che Campbell «takes this issue of islamophobia and hate very seriously as it is personal to her». Membri della sua famiglia sono musulmani, ha scritto, e l'Islamic Center si trova nel suo distretto. Lei «denounces all forms of hate including islamophobia».
L'ufficio di LaCava ha approvato il provvedimento il 28 agosto, come risulta dal registro delle approvazioni del Comune. L'ufficio dell'avvocatura comunale lo ha approvato il 1° settembre. La Human Relations Commission avrebbe dovuto esaminarlo il 9 settembre. L'avviso del Comune dice che la riunione «is hereby Cancelled for September 9, 2026, due to lack of quorum». LaCava, che ha promosso il provvedimento insieme a Elo-Rivera, ha spiegato ai colleghi perché fosse arrivato direttamente a loro: «As Council President, I believe this was important to be direct docketed and provide the entire council the opportunity to participate». L’iscrizione diretta porta un provvedimento direttamente all’aula. La commissione non ha avuto alcuna opportunità del genere. Un commissario, Nicole Murray-Ramirez, favorevole all'adozione di una definizione, ha scritto al Consiglio: «We cannot demand that one community be consulted and heard while failing to provide the same opportunity to another». KPBS ha riferito che i leader religiosi ebraici non erano stati consultati.
Nelle due settimane precedenti il voto, 47 persone hanno inviato al Consiglio 55 email contrarie alla delibera. «Islamophobia Resolution – Beware of CAIR», recitava un oggetto. Gli atti rilasciati non mostrano alcuna risposta a nessuna di esse. Otto organizzazioni hanno scritto a sostegno, e lo staff di Campbell ha inoltrato cinque di quelle lettere al consigliere per le politiche che aveva incontrato il CAIR. Delle 55 email contrarie, gli atti rilasciati non ne mostrano nessuna inoltrata a lui. Il giorno prima del voto, un collaboratore di Elo-Rivera ha inoltrato l’avviso stampa del CAIR agli staff degli altri uffici consiliari: «Please feel free to share with your networks».
I documenti presentati al Consiglio il 15 settembre non indicavano l'autore. La delibera dice che l'avvocatura comunale si è basata su «information provided by affected third parties». La delibera di marzo contiene la stessa formula, e lì la terza parte è nominata nel titolo. Il rapporto degli uffici, firmato dai capi di gabinetto dei promotori, riassume la consultazione in una sola riga: «Collaborated with San Diego Muslim community organizations». Più della metà di quel rapporto, 508 delle sue 939 parole, riprende la bozza del CAIR parola per parola. Le slide preparate per l'audizione lanciano un appello sotto il titolo «OUR ASK»: «Support and vote YES on the anti-Muslim hate resolution». Tra le fonti elencano l’«Advocacy Meeting Agenda + Talking Points» del CAIR.
Alla seduta il segretario comunale ha riferito il conteggio proveniente dal modulo online per i commenti del Comune: «65 comments, 64 comments in favor, and one comment in opposition». Quel conteggio non comprendeva le email. L'ufficio di Campbell afferma che la sua assistente amministrativa tiene un conteggio della posta «in favor and opposed to all items including this resolution» e lo condivide con la consigliera. Come risulta dagli atti del Consiglio, il voto è stato di 8 a 0, con un'assente, Marni von Wilper.
Il giorno dopo Nizam è intervenuta su KPBS, l'emittente radiofonica pubblica, e ha detto che cosa si aspetta dalla definizione. «Law enforcement now has a framework», ha dichiarato. «When somebody’s called a terrorist out in a public event or out on the streets, this framework provides what is and is not to be defined as Islamophobia». La definizione dell'IHRA, ha detto, «would constrict the community’s ability to criticize a government which is conducting a genocide». La sua «was definitely not an invasion of anyone’s First Amendment rights». Le due delibere contengono la stessa clausola sulla libertà di espressione, parola per parola.
Le pagine che non contengono alcuna risposta ai critici del CAIR mostrano quanto rapidamente il Municipio rispondesse al CAIR. La richiesta per il gala del 2021 ha avuto risposta in otto minuti. Le correzioni di Nizam del 2022 sono tornate in una nuova bozza comunale entro due ore. Quando nel 2026 Benbatoul ha chiesto di incontrare Campbell, il capo di gabinetto ha risposto il giorno seguente.
Ciò che la città non ha detto
Il sindaco Todd Gloria ha firmato la delibera il 28 settembre. A maggio Nizam aveva detto del sindaco e delle forze dell'ordine: «They have turned their backs on us». Il giorno del voto il sindaco ha diffuso una dichiarazione: «Just as we must speak clearly against antisemitism, we must speak clearly against Islamophobia and every form of hate that seeks to divide our communities». Sapeva chi avesse redatto la definizione? Il suo ufficio ha detto a chi scrive che «was aware of questions regarding the development of the definition prior to the Sept. 15 City Council action» e che il sindaco «issued his statement following the Council’s unanimous adoption of the resolution». Alla domanda se la definizione sia stata trasmessa alla polizia, ha risposto che simili quesiti «should be directed to those departments». Alla domanda se il sindaco avesse incontrato il CAIR di San Diego dopo maggio, ha risposto che egli «has continued engaging with members of San Diego’s Muslim community». Non ha detto se avesse incontrato il CAIR.
Ogni funzionario di questa vicenda può dire che non è stata violata alcuna legge e che i gruppi di advocacy forniscono testi alle amministrazioni in continuazione. Entrambe le affermazioni sono vere. Nessuna delle due risponde a ciò che gli atti mostrano: la città ha messo il proprio nome sul testo del CAIR, ne ha chiesto la trasmissione alla polizia e non ha detto al pubblico di chi fosse quel testo. La paternità del CAIR era lì, per chiunque aprisse il fascicolo della commissione. La delibera e il rapporto degli uffici non la indicavano.
È così che il CAIR esercita il potere a livello locale. Non ha bisogno di vincere elezioni. Ha bisogno di un collaboratore che rimandi la sua bozza indietro per approvazione e di un presidente del Consiglio che porti il suo testo direttamente al voto. A San Diego ha avuto entrambi.
Che cosa dovrebbe fare San Diego
Tre passi rimedierebbero a tutto questo. Primo: ogni delibera o proclama redatto in tutto o in larga parte da un'organizzazione esterna dovrebbe dichiararlo esplicitamente, come la delibera di marzo nomina l'IHRA. Secondo: la definizione dovrebbe tornare alla Human Relations Commission per l'audizione che non ha mai avuto, con organizzazioni ebraiche, LGBT e musulmane riformiste al tavolo, e non dovrebbe arrivare alla polizia prima di allora. Terzo: prima che un qualsiasi funzionario accetti un altro incontro con il CAIR California, la città dovrebbe porgli le domande che il presidente della commissione Ways and Means, il Department of Health and Human Services e centinaia di cittadini hanno già posto. E dovrebbe pubblicare le risposte.
Gli atti dicono chi ha scritto la definizione. Non dicono il resto. Questi funzionari possono farlo.
- All'avvocatura comunale: il CAIR dice di aver presentato la sua delibera al vostro ufficio. Chi ha deciso che cosa mantenere, e chi ha spostato il dodicesimo esempio fuori dalla definizione?
- Al presidente del Consiglio LaCava: il suo ufficio ha approvato il provvedimento 12 giorni prima della riunione prevista della commissione. Perché era «important to be direct docketed»?
- Alla consigliera Campbell: lei ha scritto di essere lieta di sostenere «I have good news. I am happy to support the resolution you proposed as sent to me». Ha detto ai suoi colleghi, o al pubblico, di chi fosse quella delibera?
- Al consigliere Elo-Rivera: il suo ufficio ha inoltrato il testo proposto dal CAIR per le famiglie delle vittime. C'è qualcuno, lì, che corregge ciò che il CAIR scrive prima che la città lo pronunci?
- Al sindaco Gloria: il suo ufficio ha rinviato la domanda ai dipartimenti. La definizione è arrivata alla polizia, e che cosa viene detto agli agenti di farne?
L'ultima email
Il CAIR ha detto che cosa si aspetta adesso. Il giorno dopo il voto, Benbatoul ha ringraziato due uffici consiliari con parole identiche. Il CAIR, ha scritto, guardava con favore alla possibilità di «using this resolution as a building block for continued collaboration and partnership».
La richiesta successiva è arrivata un giorno dopo. Benbatoul ha inviato all'ufficio di Elo-Rivera un documento con l'oggetto «Recognition for ICSD Family of Martyrs». ICSD è l'Islamic Center. «Please see the attached document with the language proposed for the recognition», ha scritto. Quattro mesi dopo gli omicidi, il CAIR proponeva le parole della città per le famiglie delle vittime. L'ufficio di Elo-Rivera ha trasmesso il documento allo staff del presidente del Consiglio, insieme alle fotografie del voto scattate dal CAIR.
La risposta è l'ultima email tra gli atti rilasciati da San Diego. «These are great, thanks!», dice. Riguarda le fotografie. Sulle parole che il CAIR ha scritto perché la città le rivolgesse alle famiglie di tre uomini assassinati, non dice nulla.
Il CAIR di San Diego e gli uffici del presidente del Consiglio LaCava e del consigliere Campillo non hanno risposto alle richieste di commento inviate il 30 settembre con scadenza il 1° ottobre. L'ufficio del consigliere Elo-Rivera ha risposto dopo la scadenza che stava ultimando le proprie risposte e ha chiesto di inviarle il giorno successivo; nessuna era arrivata al momento della pubblicazione di questo articolo. Gli uffici della consigliera Campbell e del sindaco Gloria hanno risposto, e le loro risposte sono riportate sopra. L'articolo sarà aggiornato se altri risponderanno.
Sugli atti
Il Forum ha presentato la propria richiesta ai sensi del California Public Records Act (PRA 26-9753) il 19 settembre 2026, per ottenere contratti, pagamenti, proclami, delibere e corrispondenza del Comune riguardanti il CAIR California e i suoi uffici a partire dal 1° gennaio 2019. Il Distretto consiliare 2, ufficio di Campbell, ha rilasciato 1.880 pagine il 22 settembre: 697 messaggi email datati dall'ottobre 2021 al 17 settembre 2026, principalmente la corrispondenza degli uffici di Campbell e di Elo-Rivera, con alcuni messaggi dell'ufficio del presidente del Consiglio e le email di massa inviate a tutti e nove i consiglieri. Il Distretto consiliare 7, ufficio di Campillo, ha rilasciato 76 pagine, con omissis, il 29 settembre. Il segretario comunale ha rilasciato il materiale dell'ordine del giorno relativo al provvedimento del 15 settembre e la delibera firmata il 30 settembre. Gli altri uffici cui la richiesta è stata assegnata non hanno rilasciato nulla; il 1° ottobre il Comune ha dichiarato che stava ancora esaminando gli atti e contava di fornire un aggiornamento entro il 22 ottobre. Le affermazioni qui contenute su ciò che gli atti non mostrano si riferiscono alle 1.956 pagine rilasciate. Le bozze, le delibere, il rapporto degli uffici, il registro delle approvazioni, le slide dell'audizione e l'avviso della commissione citati si trovano sul sito del Comune e sono collegati nel testo; la copia della delibera sull'IHRA collegata è il file comunale pubblicato dal Combat Antisemitism Movement. La copia della bozza del CAIR presente sul sito del Comune è stata salvata l'ultima volta il 4 settembre, a meno di due minuti dalla lettera pubblicata accanto. Il confronto tra il rapporto degli uffici e la bozza del CAIR conta le parole contenute in passaggi di nove o più parole consecutive presenti in entrambi. Il fascicolo dell'esposto e la lettera di apertura del caso della Fair Political Practices Commission sono stati rilasciati al Forum il 29 settembre 2026 in base a una richiesta separata.