L'ISNA apre il suo congresso di Detroit alla campagna di un candidato al Senato del Michigan
Gli attivisti hanno usato la sala del congresso per raccogliere fondi, reclutare volontari e procurarsi voti.

Nel fine settimana del Labor Day, a Huntington Place, a Detroit, la Islamic Society of North America (ISNA) ha messo a disposizione del candidato democratico al seggio del Michigan al Senato degli Stati Uniti un palco, un pubblico di mille persone e uno spazio a poca distanza per reclutare donatori e volontari. Una mossa rischiosa per ISNA, ente di beneficenza 501(c)(3), cui la legge federale vieta di intervenire in una competizione elettorale.
All’interno della sala congressi, ma prima del banco di registrazione di ISNA, la campagna di Abdul El-Sayed aveva allestito un vero e proprio stand sotto un fondale fotografico con la scritta «ABDUL FOR US SENATE». Ai lati, roll-up marchiati «Muslims for Abdul» invitavano i presenti a eleggerlo. Sul tavolo c’erano cartelli con QR code per «Donate Today» e «Volunteer Today», rotoli di adesivi «Muslims for Abdul» e un cartello che offriva una maglietta gratuita per un contributo di 50 dollari. Accanto, pile di inviti a una raccolta fondi del 5 settembre a Detroit. Un addetto della campagna allo stand ha tentato di sollecitare una donazione con carta di credito a un redattore di Focus on Western Islamism (FWI) anche dopo aver appreso che non era cittadino statunitense.
Sabato sera, durante la sessione di punta del congresso, l’amministratore delegato di ISNA Azhar Azeez ha presentato El-Sayed a circa 1.000 partecipanti e lo ha abbracciato sul palco mentre la sala si scioglieva in un applauso prolungato. Azeez ha presentato El-Sayed come «Michigan’s 2026 Democratic nominee for U.S. Senate», elogiandolo perché avrebbe più a cuore i comuni cittadini del Michigan che non «billionaires and corporations».
Lo staff della campagna di El-Sayed è stato visto al lavoro nella sala congressi prima e dopo il discorso del proprio candidato, sventolando manifesti, distribuendo volantini e disponendoli sulle sedute. Un giovane volontario distribuiva volantini elettorali appena fuori dalla sala mentre i partecipanti defluivano.
Consentendo questo volantinaggio, ISNA ha agito con grande disinvoltura rispetto alla legge federale, che vieta alle organizzazioni 501(c)(3) di partecipare o intervenire in «any political campaign on behalf of (or in opposition to) any candidate for public office». La normativa federale indica inoltre la distribuzione di materiale elettorale come una forma di intervento.
Quando El-Sayed ha concluso il suo discorso, Azeez è tornato sul palco per una precisazione, affermando che ISNA è un’organizzazione religiosa senza scopo di lucro che non sostiene alcun partito né alcun candidato. Ha poi detto al pubblico che la comunità musulmana è «very smart, very wise» e che «they know exactly what decision they should take». Senza nominare il Partito repubblicano né il suo candidato Mike Rogers, Azeez ha affermato che ISNA aveva invitato l’avversario di El-Sayed senza ricevere risposta. Una risposta obliqua alle perplessità sollevate in precedenza da FWI riguardo a iniziative elettorali pro El-Sayed svoltesi in una moschea della vicina Dearborn, in Michigan.
Se l’IRS consente ai candidati politici di partecipare a eventi di organizzazioni religiose, esistono linee rosse da non oltrepassare, che l’agenzia illustra nella sua Tax Guide for Churches & Religious Organizations. L’organizzazione non deve «not mention the individual’s political candidacy or the upcoming election» e supera il limite se «indicates any support of or opposition to the candidate», o se «any political fundraising occurs». L’agenzia spiega inoltre che endorsement di fatto possono verificarsi anche senza una menzione esplicita, «but also by other means such as showing a picture of the candidate, referring to political party affiliations or other distinctive features of a candidate’s platform or biography».
FWI ha contattato sia ISNA sia la campagna di El-Sayed e pubblicherà eventuali risposte.
In precedenza, nella stessa giornata, i vertici di importanti organizzazioni americane di advocacy musulmana hanno sfruttato un panel del congresso per spingere i partecipanti verso una mobilitazione politica più profonda, richiamando ripetutamente il sindaco di New York Zohran Mamdani ed El-Sayed come modello dell’ascesa politica musulmana.
Nel 2007 i procuratori federali hanno inserito ISNA, una delle più antiche organizzazioni islamiste d’America, tra i «co-cospiratori non incriminati» nel processo per finanziamento del terrorismo a carico della Holy Land Foundation, un’operazione di finanziamento di Hamas. Un tribunale ha poi riesaminato quell’elenco di co-cospiratori, concludendo che «The Government has produced ample evidence to establish the associations of ... ISNA… with HLF, the Islamic Association for Palestine (‘IAP’), and with Hamas». Nel 2018 la Canada Revenue Agency ha sospeso la filiale canadese di ISNA dopo che l’organizzazione aveva trasferito 136.000 dollari (canadesi) in Kashmir, dove si sospetta siano finiti nelle mani del gruppo terroristico Hizbul Mujahideen.