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Moschee in campagna elettorale per El-Sayed dal pulpito, lo rivela un rapporto del MEF

Il Forum chiede a IRS, FEC, autorità elettorali statali e locali e al Congresso di esaminare le organizzazioni esentasse citate nel rapporto, alcune delle quali legate a Iran, Turchia o Fratelli Musulmani.

Leader religiosi e organizzazioni non profit in Michigan e in altri Stati finiscono sotto esame per presunte attività elettorali condotte attraverso istituzioni esentasse.

FILADELFIA, 25 settembre 2026. Una nuova inchiesta del Forum del Medio Oriente documenta l’intervento aperto nelle elezioni statunitensi di organizzazioni islamiste esentasse: dall’imam di Dearborn Heights che ha detto ai fedeli che «votare è wajib [obbligatorio dal punto di vista religioso] quanto la preghiera… votiamo per il fratello Abdul El-Sayed» fino a un banchetto per la raccolta fondi elettorale allestito nella sala del congresso annuale dell'Islamic Society of North America. Il rapporto, «Weaponized Charity: Islamist Nonprofit Electioneering in America», firmato da Mahyar Entezari, ricercatore associato di Islamist Watch, è stato pubblicato il 24 settembre dal progetto Focus on Western Islamism (FWI) del Forum. Il Forum non prende posizione sull’elezione di alcuno dei candidati citati nel rapporto. La sua preoccupazione riguarda la condotta delle organizzazioni esentasse, che la legge vincola a prescindere dal partito o dalle idee dei candidati che favoriscono.

Se confrontata con il corso di formazione dello stesso Internal Revenue Service sul divieto per le organizzazioni 501(c)(3) di intervenire nelle campagne elettorali, la condotta catalogata nel rapporto coincide con gli esempi «da manuale» di attività proibite indicati dall’agenzia: sostenere candidati, sollecitare contributi elettorali, distribuire materiale di propaganda, ospitare candidati senza un’evidente pari opportunità per gli avversari, pubblicare registri di voto commentati calibrati sul calendario elettorale.

Il caso più evidente è quello delle primarie democratiche per il Senato in Michigan del 2026, vinte da El-Sayed il 4 agosto con 13.792 voti di scarto, un margine inferiore all’uno per cento. Nelle settimane precedenti il voto, imam di moschee esentasse del Michigan hanno fatto campagna per lui dal pulpito e due hanno ospitato il candidato in persona durante le funzioni. Alla Islamic House of Wisdom di Dearborn Heights, l’imam Mohammad Ali Elahi, religioso formatosi in Iran e già direttore dell'Ufficio politico-ideologico della Marina della Repubblica islamica dell'Iran, ha accolto El-Sayed sul pulpito e ha detto ai fedeli: «Io voterò per quest'uomo», aggiungendo che «votare è wajib [obbligatorio dal punto di vista religioso] quanto la preghiera… votino tutti e votiamo per il fratello Abdul El-Sayed». Al Karbalaa Islamic Educational Center di Dearborn, l’imam Husham Al-Husainy si è presentato accanto a El-Sayed il 3 agosto, il giorno prima delle primarie, e ha predicato che una vittoria di El-Sayed sarebbe stata una «vittoria per Dio». A Canton, un imam del Muslim Educational Community Center of America ha detto ai fedeli che era «obbligatorio andare a eleggere il fratello Abdul El-Sayed perché almeno sappiamo che è musulmano».

Altri religiosi hanno usato quelle che l’IRS definisce parole in codice. All'Islamic Institute of America, l’imam Hassan Qazwini ha definito il voto un «dovere religioso» e ha avvertito: «I sionisti stanno riversando oltre 60 milioni di dollari per poter dirottare la vostra voce», esortando gli ascoltatori a non «permettere al candidato sionista di vincere». Le linee guida dell’IRS chiariscono che un messaggio non deve necessariamente citare un candidato per costituire intervento elettorale.

Nel fine settimana del Labor Day, l’ISNA ha dato a El-Sayed il palco del congresso a Detroit mentre la sua campagna gestiva nella sala un vero e proprio stand da espositore, completo di QR code «Donate Today», striscioni «Muslims for Abdul» e volantini adagiati sui sedili. Il programma del congresso dell’ISNA descriveva El-Sayed con una formulazione identica alla biografia del candidato pubblicata da un PAC che raccoglie fondi per la sua campagna, senza alcuna dichiarazione di neutralità. Dopo il discorso, l’amministratore delegato dell’ISNA ha detto al pubblico che i musulmani «sanno esattamente quale decisione devono prendere», dopo aver affermato pochi istanti prima che l’ISNA non sostiene alcun partito né candidato e che l’avversario repubblicano di El-Sayed, Mike Rogers, non aveva risposto agli inviti a partecipare. Il rapporto osserva che l’IRS considera il contesto parte del messaggio: l’osservazione è arrivata immediatamente dopo il discorso elettorale di El-Sayed, mentre i volontari sfilavano nella sala con i suoi manifesti elettorali. La campagna di El-Sayed aveva dichiarato prima del congresso che il candidato «non è affiliato e non sostiene alcun altro partecipante della conferenza». L’IRS stabilisce che «non deve essere consentita alcuna raccolta fondi politica» a un evento con un candidato.

Il rapporto documenta inoltre che il Council on American-Islamic Relations ha pubblicato pagelle congressuali a codice cromatico, alcune delle quali segnalavano espressamente i parlamentari in carica «in corsa per la rielezione», in ogni anno di elezioni federali dal 2018 al 2024 e, stando al suo sito, in nessuno degli anni intermedi: una cadenza temporale che l’IRS considera un indicatore di intervento elettorale. La pagella del 2024 è stata pubblicata su cair.com dalla CAIR Foundation, Inc., l’entità 501(c)(3) del CAIR, e non da CAIR Action, il braccio 501(c)(4) fondato nel 2024. Il «2026 Strategic Election Plan» del CAIR promette uno sforzo ampliato in questo ciclo elettorale.

Oltre al Michigan, il rapporto individua una moschea del New Jersey affiliata al Diyanet, l’autorità religiosa dello Stato turco, che nel 2021 ha sollecitato donazioni sulla propria pagina Facebook ufficiale per un candidato repubblicano al Congresso, Tayfun Selen; una moschea del Queens la cui fondazione madre ha ricevuto un contributo di 25.000 dollari dalla Alavi Foundation, che i procuratori federali hanno accusato di essere controllata dall’Iran in un procedimento conclusosi nel marzo 2026 con un accordo transattivo in cui Alavi non ha ammesso alcun illecito, e che nel 2026 ha ospitato due candidati alle primarie democratiche per il Congresso durante le preghiere del venerdì nell’arco di dieci settimane; una seconda moschea del New Jersey dal cui pulpito nel 2018 un sindaco si è presentato accanto al governatore, quattro giorni prima delle elezioni che riguardavano il sindaco stesso; e un gruppo che i procuratori federali hanno descritto come fondato per essere il «braccio palese» dei Fratelli Musulmani in America, e che ha indirizzato i propri membri nel processo di selezione dei candidati di un partito a livello di contea. Diverse delle organizzazioni citate sono legate alla Repubblica islamica dell’Iran, alla Repubblica di Türkiye o ai Fratelli Musulmani, diverse branche dei quali sono state designate dal governo statunitense come organizzazioni terroristiche nel gennaio 2026. Il rapporto precisa che non tutte le organizzazioni citate hanno tali legami e che a ogni organizzazione e persona nominata è stata chiesta una replica.

L’applicazione delle norme, rileva il rapporto, è pressoché inesistente. L’IRS dichiara di aver riscontrato intervento nelle campagne elettorali in più di due terzi delle organizzazioni 501(c)(3) selezionate per un esame dal 2004 a oggi, eppure si descrive come «interessato in via primaria a educare le organizzazioni e a promuovere la conformità». I dati disponibili dell’IRS mostrano che solo una manciata di organizzazioni ha perso l’esenzione per intervento elettorale.

«L'esenzione fiscale è un sussidio pubblico. Gli americani stanno finanziando moschee e enti caritativi che hanno detto ai propri fedeli per chi Dio impone loro di votare, per poi passare il microfono al candidato», ha dichiarato Gregg Roman, direttore esecutivo del Forum del Medio Oriente. «L'IRS ha la legge, le prove e i propri materiali di formazione. Quello che gli manca è la volontà. Se non agirà, dovranno farlo la Federal Election Commission, le autorità statali di vigilanza sugli enti caritativi e il Congresso».

«Ogni episodio contenuto in questo rapporto è documentato: registrazioni video e audio, newsletter, programmi di congressi, i social media delle stesse organizzazioni e articoli di stampa», ha dichiarato Mahyar Entezari, autore del rapporto. «L'IRS ha scritto le regole e ha pubblicato un corso che le spiega. Misurata su quel corso, la condotta che abbiamo riscontrato appare violarle, e nessuna organizzazione ha subito alcuna conseguenza. Lo schema non è affatto sottile, e sta crescendo».

Il Forum del Medio Oriente chiede:

• All'Internal Revenue Service e al Dipartimento del Tesoro di esaminare ogni organizzazione citata nel rapporto per violazione del divieto di intervento nelle campagne elettorali previsto dalla sezione 501(c)(3), di applicare le sanzioni fiscali e i provvedimenti di revoca previsti dalla legge e di riesaminare lo status di deducibilità fiscale di qualsiasi organizzazione inserita nell'Auto-Revocation List che continui a sollecitare donazioni deducibili.

• Alla Federal Election Commission di indagare se qualche società esentasse citata nel rapporto abbia fornito a una campagna federale qualcosa di valore, incluso il tempo sul pulpito o i canali ufficiali di comunicazione, tale da costituire un contributo societario vietato. Questa è la richiesta del Forum; il rapporto in sé affronta il divieto di intervento elettorale previsto dalla normativa fiscale. Il deputato Keith Self ha chiesto separatamente al Dipartimento del Tesoro di indagare se l'ISNA abbia violato tale divieto, citando l'inchiesta di FWI del 9 settembre sul congresso.

• Ai procuratori generali, ai segretari di Stato e alle autorità di vigilanza sul finanziamento elettorale di Michigan, New York e New Jersey, insieme ai funzionari elettorali delle contee di Wayne, Macomb e Washtenaw, in Michigan, dove si trovano le moschee citate nel rapporto, di aprire indagini ai sensi delle leggi statali sui trust caritativi e sul finanziamento delle campagne elettorali nei confronti delle moschee e delle organizzazioni citate nelle rispettive giurisdizioni.

• Alla Commissione Ways and Means della Camera, sulla base delle segnalazioni già esistenti, e alla Commissione Finanze del Senato di segnalare all'IRS ciascuna organizzazione documentata nel rapporto e di imporre all'agenzia di riferire sull'esito di ogni segnalazione.

• Al Congresso di introdurre per la Political Activities Compliance Initiative dell'IRS un obbligo di rendicontazione pubblica, affinché il numero di denunce, di esami e dei relativi esiti in ciascun ciclo elettorale sia di dominio pubblico.

Leggi il rapporto integrale: https://www.meforum.org/fwi/fwi-research/weaponized-charity

Informazioni sul Forum del Medio Oriente

Il Forum del Medio Oriente, fondato nel 1994, promuove gli interessi americani in Medio Oriente e protegge i valori occidentali dalle minacce islamiste attraverso la ricerca, l'attivismo e il sostegno agli alleati.

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