Un imam legato ai Fratelli Musulmani al tavolo interreligioso di Papa Leone in Francia
Il rettore della Grande Moschea ha esortato i musulmani a lavorare in segreto per uno Stato islamico globale.
Jules Gomes è uno studioso della Bibbia e giornalista con sede a Roma.

Il principale religioso musulmano di Francia, che ha invitato i suoi seguaci ad agire clandestinamente per uno Stato islamico globale, festeggia l’invito a un incontro interreligioso al fianco di Papa Leone XIV durante la recente visita del pontefice nel Paese.
L’imam Makhlouf Mamèche, presidente di Musulmans de France (MF) e rettore della Grande Moschea di Lille, ha pubblicato su Facebook alcune fotografie che lo ritraggono con altri leader religiosi all’evento papale del 28 settembre a Metz, dal titolo «Le radici dell’Europa per la pace e l’unità».
«Ricordo in particolare le parole del Papa sulle molteplici radici dell’Europa e, in particolare, sulla presenza della cultura araba nella Penisola iberica, che testimonia la ricchezza degli incontri fra le civiltà», ha scritto su Facebook l’imam di origini algerine, sottolineando l’elogio di Leone al contributo dell’islam alla civiltà europea.
Mamèche ha descritto l’incontro con il pontefice come «un momento intenso di dialogo, fraternità e riflessione sulla nostra storia comune e sul nostro futuro condiviso», rilevando che l’evento si è svolto alla presenza del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, e di diversi capi di Stato.
«Desidero esprimere i miei più calorosi ringraziamenti alla Chiesa cattolica in Francia per questo invito e per la fiducia che mi viene accordata. Sono particolarmente onorato e felice di partecipare a questo incontro a Metz», ha osservato Mamèche, pubblicando la foto del proprio pass per l’evento.
Un’esperta francese di islamismo attacca il Vaticano per l’invito a un imam legato ai Fratelli Musulmani
Tuttavia Florence Bergeaud-Blackler, tra le massime esperte francesi dei Fratelli Musulmani, ha dichiarato a Focus on Western Islamism (FWI) che «l’imam Mamèche non avrebbe dovuto essere invitato a questo incontro, dati i legami tra Musulmans de France e i Fratelli Musulmani descritti nel rapporto pubblicato dal Ministero dell’Interno francese nel maggio 2025».
«Il dialogo interreligioso richiede discernimento nella scelta degli interlocutori», ha affermato Bergeaud-Blackler, autrice del bestseller The Muslim Brotherhood and Its Networks: The Investigation. «Un invito in occasione di una visita papale gli conferisce un riconoscimento istituzionale, che non ha tardato a esibire sugli account social di Musulmans de France».
L’antropologa, sotto protezione della polizia 24 ore su 24 da quando nel 2023 ha pubblicato il suo libro sui Fratelli Musulmani, ha osservato che le autorità vaticane, «che non sono note per essere mal informate, devono aver approvato in anticipo la lista degli invitati per una visita pianificata con tanta cura».
«Poiché il rapporto del Ministero dell’Interno è pubblico, si profilano tre ipotesi: o l’informazione non è stata trasmessa alla Chiesa; oppure lo è stata, e l’invito diventa una decisione deliberata che impegna la Chiesa in un riconoscimento di cui non può ignorare la portata; oppure il Vaticano non considera i Fratelli Musulmani un attore problematico», ha avvertito.
«Il momento è delicato», ha detto Bergeaud-Blackler a FWI. «In Francia è in discussione un disegno di legge contro l’entrismo islamista. Una fotografia con il Papa gli fornirebbe un argomento per contestare la qualificazione che lo Stato dà della sua organizzazione».
Il dossier dell’intelligence francese fa il nome di Mamèche
Il rapporto d’intelligence di 76 pagine sui Fratelli Musulmani e l’islam politico in Francia indica Mamèche come vicepresidente della Federazione nazionale per l’insegnamento islamico (FNEM), che gestisce 60 scuole. Vi si rileva che «l’intera rete è oggi sottoposta a un monitoraggio decentrato» da parte del Ministero dell’Istruzione, che ha portato alla chiusura temporanea di due scuole nel 2021-2022.
Il rapporto sottolinea il ruolo di Mamèche tra i fondatori del Lycée Averroès, la prima scuola musulmana privata a ottenere finanziamenti statali nella Francia metropolitana, e i legami della scuola con MF, organizzazione che il documento identifica come la branca francese dei Fratelli Musulmani.
Nel dicembre 2023 lo Stato ha revocato il contratto con il Lycée Averroès, invocando carenze amministrative, il mancato rispetto dei valori repubblicani, la promozione del separatismo e i legami con gruppi islamisti.
Il prefetto Georges-François Leclerc ha citato l’inserimento, in una lista di letture per gli insegnanti, dei Forty Hadiths of Imam an-Nawawî — che prevedono la pena di morte per l’apostasia.
Nel loro libro Qatar Papers, Georges Malbrunot e Christian Chesnot hanno riferito che la scuola aveva ricevuto 3 milioni di euro da Qatar Charity, inserita dall’U.S. National Counterterrorism Center nell’elenco delle «entità di sostegno al terrorismo» a causa della sua «intenzione e disponibilità a fornire sostegno finanziario a organizzazioni terroristiche disposte ad attaccare cittadini o interessi statunitensi».
Anche la società di consulenza e centro studi Strategy International ha messo in evidenza i legami tra MF e i Fratelli Musulmani, sulla base del dossier del Ministero dell’Interno.
L’imam chiede ai musulmani francesi di ricorrere all’entrismo per creare uno Stato islamico
Mentre in pubblico elogia il dialogo interreligioso, in un sermone del novembre 2021 nella Grande Moschea di Lille l’imam sostiene che l’islam ci insegna a «liberare i popoli» dall’«ingiustizia delle altre religioni per condurli alla giustizia dell’islam».
«È Lui che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la religione della verità, per farla prevalere su ogni altra religione, anche se i politeisti ne hanno avversione», predica Mamèche. E rileva che i musulmani sono chiamati a costruire uno Stato islamico e anche una civiltà islamica che «non è circoscritta ai soli musulmani», ma «raggiungerà tutti gli angoli della terra».
Mamèche illustra la strategia di Maometto nei rapporti con le tribù ebraiche di Medina. «Nel primo incontro, presentò loro i tolleranti insegnamenti dell’islam». Nel secondo incontro, Maometto «non lo fece…», osserva. «La lezione per noi è di non avere fretta di ottenere risultati».
Predicando prima in arabo e poi in francese, l’imam spiega che «quando si è deboli, bisogna attendere. Bisogna prima acquisire forza per poter reagire». Delinea la strategia dell’entrismo propria dei Fratelli Musulmani usando l’esempio di Maometto, esortando «la comunità musulmana di Francia» a «lavorare con delicatezza, senza lanciare allarmi né suscitare clamore» e a «moltiplicare i nostri sforzi senza annunciarlo a tutti né fare troppo rumore».
Un ex militante dei Fratelli Musulmani svela gli obiettivi di Mamèche
Mohamed Louizi, ex membro dei Fratelli Musulmani, denuncia i legami islamisti e la predicazione di Mamèche nel suo libro Why I Left the Muslim Brotherhood. Accusa l’imam di diffondere «The Epistle of Jihad», un testo arabo segreto «per tenere viva la fiamma e mobilitare i “riservisti” musulmani per il jihad».
Louizi documenta l’intervento di Mamèche dal titolo «Egypt: The Land of Hassan al-Banna» (fondatore dei Fratelli Musulmani) al Lycée Averroès nel giorno della caduta del presidente egiziano Hosni Mubarak. «Non ci poteva essere modo migliore per promuovere l’ideologia dei Fratelli Musulmani: in maniera chiara e inequivocabile», scrive.
«Nel corso di quasi 35 minuti di propaganda ideologica, di cui solo sette minuti pronunciati in francese e il resto in un arabo molto stentato, questo preside della scuola privata Averroès ha parlato senza alcuna inibizione del suo imam, la guida fondatrice del movimento islamista internazionale», rileva Louizi.
«Si dimentica spesso che i Fratelli Musulmani sono stati piantati nel deserto egiziano dai wahhabiti sauditi soprattutto per contrastare i movimenti della Rinascita araba e del panarabismo e per diffondere il salafismo, in particolare nella sua forma totalitaria e politica, in Egitto e nel mondo intero», avverte.
Sul suo blog, Louizi ha accusato Mamèche di «diffondere l’ideologia islamista dei Fratelli Musulmani dal minbar della moschea di Lille-Sud» e di lavorare «alla stessa visione islamista dei Fratelli Musulmani in Egitto e altrove».
«Un invito papale ha concesso a Mamèche una legittimità che lo Stato francese gli nega: MF non è nemmeno invitata al Forum de l’islam de France (FORIF)», ha detto Bergeaud-Blackler a FWI. Il FORIF è l’organismo di leader musulmani scelto dal Ministero dell’Interno nel 2022 per rappresentare i musulmani di Francia.
«Non siamo invitati», ammette Mamèche, aggiungendo di aver scritto al ministro dell’Interno per chiedere un incontro senza ricevere risposta. Nega anche i legami con i Fratelli Musulmani, chiedendo: «Mostratemi i legami».
La risposta di Mamèche
Da parte sua, Mamèche ha dichiarato a FWI di considerare il rapporto del Ministero dell’Interno «particolarmente ostile nei confronti di Musulmans de France» e di aver affrontato pubblicamente «i numerosi errori e le inesattezze che contiene».
L’imam ha affermato che Louizi ha estrapolato dal contesto le sue dichiarazioni, tratte da un sermone pronunciato 15 anni fa. «Ha pubblicato numerosi scritti che mi riguardano e che, a mio avviso, rivelano un’ostilità personale di lunga data nei miei confronti», ha detto Mamèche.
«Non ho mai invitato i musulmani ad agire clandestinamente, né ho mai sostenuto lo sviluppo di una qualche “cultura del segreto” o di un “senso del segreto”», ha insistito Mamèche. «Attribuirmi oggi l’intenzione di agire clandestinamente o di alimentare la segretezza non è soltanto una distorsione delle mie parole, ma è anche del tutto in contrasto con la mia storia e con i miei impegni pubblici di molti anni».