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La campagna di un imam filo-khomeinista contro El-Sayed

Da un pulpito finanziato con i soldi dei contribuenti, un religioso di Dearborn fedele agli ayatollah iraniani ha predicato contro il candidato democratico al Senato del Michigan e contro i diritti riproduttivi e LGBT.

Mahyar Entezari è research associate di Islamist Watch presso il Forum del Medio Oriente (Middle East Forum). Le sue ricerche precedenti si sono concentrate sull’islamismo e su altre ideologie in Iran e Afghanistan. Ha insegnato studi mediorientali all’Università della Pennsylvania e all’Università del Texas ad Austin, dove ha conseguito anche il master e il dottorato.

Usama Abdulghani of Light of Guidance condemns Michigan’s Democratic Senate nominee Abdul El-Sayed’s pro-LGBT politics beside a picture of Iran’s slain Supreme Leader. (Light of Guidance/YouTube)
Usama Abdulghani della moschea Light of Guidance condanna le posizioni pro LGBT di Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato del Michigan, accanto all'immagine della Guida suprema iraniana uccisa. (Light of Guidance/YouTube) · (Light of Guidance/Instagram)

L’11 settembre 2026 Usama Abdulghani ha tenuto una conferenza a Dearborn, in Michigan, nella sua moschea, Light of Guidance. Formatosi nel principale seminario iraniano affiliato al regime, Abdulghani ha segnato il 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre attribuendone la colpa a Israele e dicendo ai fedeli che «l'Islam vuole che noi musulmani, noi credenti, abbracciamo la supremazia assoluta dell'Islam». Sgomberato il campo con questo preambolo, ha detto «qualcosa sull'elezione» del candidato democratico al Senato del Michigan, Abdul El-Sayed, che è musulmano. A proposito del voto per il candidato anti-israeliano, ha chiesto: «Questo aiuta ad accelerare la venuta del Mahdi [il messia dei musulmani sciiti]? Stiamo facendo del male a Israele?»

Abdulghani è quindi passato alle posizioni di El-Sayed su diritti LGBT e diritti riproduttivi. L’aborto, ha detto Abdulghani, è «uccidere bambini», e «nello Yawm al-Qiyamah [il Giorno del Giudizio] per uno come Abdul-Rahman El-Sayed … e per chi gli vuole bene, quella è pesante». Ha aggiunto: «Quest'uomo sta spingendo l'agenda del qawm Lut [Sodoma e Gomorra] fatta di crack». L’imam si riferiva alla condanna coranica dell’omosessualità, che Abdulghani ha definito «un abominio».

Due settimane dopo ha ripreso da dove aveva lasciato. Il 25 settembre, durante una commemorazione per il leader di Hezbollah ucciso Hassan Nasrallah, designato terrorista dagli Stati Uniti, l’imam ha parlato di El-Sayed: «Una delle cose che ho detto la volta scorsa è che questo candidato sta facendo qualcosa che è blasfemia». Ha avvertito: «Ora, se, Dio non voglia, qualcuno ha intenzione di votarlo o di fare campagna per lui, si ricordi questo principio islamico». Ha citato un hadith, cioè un detto, di Maometto, secondo cui se «qualcuno commette un peccato apertamente e poi nessuno parla… ciò distrugge l'intera società».

I suoi sermoni potrebbero violare il divieto federale di propaganda elettorale per le organizzazioni esenti da imposte. Oltre ai sussidi a carico dei contribuenti previsti dal regime 501(c)(3) di cui beneficia la moschea, una delle organizzazioni di Abdulghani ha ricevuto finanziamenti pubblici, anche dal Michigan, dove la governatrice Gretchen Whitmer ha assunto impegni a favore dei diritti LGBT. Abdulghani è un difensore dichiarato della Repubblica islamica dell’Iran.

«Limitarsi a esporre alcuni principi»

Abdulghani ha presentato entrambi gli interventi come una guida. L’11 settembre ha detto: «Non si tratta di votare o non votare, ma solo di come guardiamo a questa persona». Il 25 settembre ha detto ai fedeli: «Non avevo intenzione di esprimere ancora il mio verdetto finale, solo di esporre alcuni principi che i mu'minoon [credenti] possano considerare mentre facciamo questa scelta, e stiamo o inaugurando l'era del Mahdi oppure, con un terribile errore, rallentando la causa». La sua guida ha lasciato pochi dubbi sul verdetto finale.

Nel sermone successivo, Abdulghani ha detto: «Questo candidato entra in casa nostra, nel nostro cortile, e spinge questi valori senza [sic] andare in modo sgargiante ai loro gay pride, calpestando il vostro Corano, entrando in casa vostra e calpestando il vostro Corano!». A differenza di altri imam del Michigan che hanno sostenuto El-Sayed, Abdulghani ha dichiarato: «Potrà esserci un momento in futuro in cui sarà bene votare come blocco. Potrà esserci. Non adesso. Non sto dicendo questo. Potrà esserci un momento».

L’emendamento Johnson

In una disposizione nota come emendamento Johnson, la Sezione 501(c)(3) dell’Internal Revenue Code vieta ai luoghi di culto e alle altre organizzazioni caritative esenti da imposte di partecipare o intervenire «in qualsiasi campagna politica a favore (o contro) qualsiasi candidato a una carica pubblica». Le linee guida dell’IRS contenute nella Revenue Ruling 2007-41 elencano i fattori che possono trasformare una dichiarazione in un intervento: se identifica un candidato, se disapprova le sue posizioni, se arriva a ridosso di un’elezione, se fa riferimento al voto o se affronta un tema che distingue i candidati. Abdulghani ha fatto tutto questo.

Abdulghani ha nominato El-Sayed e lo ha chiamato «questo candidato». Ha condannato le posizioni di El-Sayed sull’aborto e sulle questioni LGBT. Il 25 settembre ha parlato di un test religioso su «se votare o meno nella campagna per il Senato», il giorno dopo che erano state rese disponibili le schede per il voto per corrispondenza.

Il video del suo sermone pubblicato da Light of Guidance su Instagram si è spinto oltre, sovrapponendo immagini e alternando spezzoni su posizioni pro-choice di El-Sayed e sui suoi legami con gruppi LGBT, George Soros e Kamala Harris. Le immagini dell’ex candidata democratica alla presidenza la mostrano con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un collage con una bandiera israeliana e la scritta «Democrats and Zionism», seguita da un testo che critica il sostegno di Harris a Israele.

Un reel Instagram del sermone di Abdulghani del 25 settembre 2026.

( Light of Guidance/Instagram )

In passato l’IRS ha revocato l’esenzione a una chiesa per messaggi di questo tipo. Quattro giorni prima delle elezioni del 1992, una chiesa nello Stato di New York pubblicò sui giornali annunci intitolati «Christian Beware» in cui si affermava che Bill Clinton «sostiene l'aborto su richiesta» e «sostiene lo stile di vita omosessuale, e vuole che gli omosessuali abbiano diritti speciali», per poi concludere: «Come possiamo allora votare per Bill Clinton?». L’IRS revocò l’esenzione alla chiesa, e la chiesa perse il ricorso. I sermoni di Abdulghani affrontano le stesse questioni sociali e rimandano alla stessa conclusione politica.

Nel 2025 l’IRS ha tentato di transigere una causa intentata da un gruppo cristiano, i National Religious Broadcasters (NRB), accettando che i sermoni rivolti a una congregazione sulla politica elettorale non costituiscano intervento in una campagna. Un tribunale distrettuale ha respinto il caso il 31 marzo 2026, senza fare propria quella posizione. Ora la vicenda è in appello, con il Dipartimento di Giustizia che chiede alla corte d’appello di far rivivere il caso NRB. Benché il futuro dell’emendamento Johnson sia incerto, il divieto è tuttora in vigore.

Ayatollah Khamenei alias «il nostro leader»

A proposito di questa restrizione, Abdulghani ha detto: «Noi che siamo in Occidente, non possiamo permettere che lo status di esenzione fiscale della nostra masjid diventi un idolo che adoro bidun Allah [al posto di Dio]», durante una commemorazione per la Guida suprema dell’Iran uccisa, l’ayatollah Ali Khamenei, tenuta nella sua moschea nel marzo 2026.

La fedeltà di Abdulghani ai leader iraniani non è un segreto. Nel sermone di marzo ha detto che Khamenei «è stato il nostro leader per 36 anni». In quel sermone, a meno di due mesi dal massacro, da parte della Repubblica islamica, di oltre 36.500 manifestanti iraniani, Abdulghani ha elogiato Khamenei per essere stato «di cuore grande» al punto da definire «quei giovani che sono stati ingannati e indotti a collaborare con le rivolte del Mossad… shaheed [martiri]». Abdulghani ha omesso che nello stesso discorso, pronunciato il 17 febbraio 2026, Khamenei aveva detto che «gli elementi corrotti, i sediziosi… sono finiti nelle profondità più basse dell'Inferno». L’affermazione secondo cui le proteste del gennaio 2026 sarebbero state «rivolte del Mossad» riprende la propaganda iraniana.

«La venuta del Mahdi» e il «fare del male a Israele»

La domanda di Abdulghani se votare per El-Sayed «aiuti ad accelerare la venuta del Mahdi» e «[faccia] del male a Israele» riflette il connubio fra religione e politica nella sua visione del mondo islamista. Secondo Ali Khamenei — che Abdulghani considerava non solo un «maestro» ma anche il «sovrano temporale» della ummah, o comunità dei credenti — il Mahdi è «un grande salvatore che vuole combattere tutti i centri del potere internazionale». Per Khamenei, fra quei centri c’erano gli Stati Uniti e Israele.

L’obiettivo di «fare del male a Israele» non è semplice geopolitica per i khomeinisti come Abdulghani. L’ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica — la cui immagine era appesa a una parete di Light of Guidance — insegnava che il Mahdi sarebbe apparso solo dopo la distruzione dello Stato ebraico.

Finanziamenti pubblici

Anche l’Hadi Institute è «sotto la guida dello shaykh Usama Abdulghani», secondo un suo post su Facebook. La lettera di determinazione dell’IRS del 2020 relativa a Light of Guidance riporta l’indirizzo dell’Hadi Institute. La moschea ospita inoltre le proprie conferenze allo stesso indirizzo. Abdulghani ha parlato della «nostra famiglia Hadi» in un sermone a Light of Guidance il 10 luglio 2026. L’Hadi Institute presenta le dichiarazioni all’IRS con il nome di Association of Spiritual Renewal (ASR), le cui dichiarazioni indicano 989.058 dollari di contributi pubblici tra luglio 2018 e giugno 2025. Open Michigan mostra che lo Stato ha erogato all’ASR 163.169 dollari dal 2022 al 2024. ASR (cioè l’Hadi Institute) gestisce Hadi Montessori e Hadi Publications, che ha pubblicato gli scritti di Muhammad Jawad Vazirifard, un religioso iraniano e il supervisore della rappresentanza della Guida suprema presso un’università del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC, pasdaran) sanzionata dagli Stati Uniti.

I diritti LGBT in Michigan

Il Michigan si è impegnato a difendere i diritti LGBT, eppure ha finanziato un’organizzazione guidata da un imam apertamente omofobo. Nel 2019 la governatrice Whitmer ha imposto che ogni accordo statale di finanziamento vietasse la discriminazione di dipendenti o candidati sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, eliminando l’esenzione per le organizzazioni religiose prevista dal suo predecessore. La norma non disciplina ciò che un predicatore dice, e le pratiche di assunzione della moschea e dell’Hadi Institute non sono note.

Light of Guidance e l’Hadi Institute non hanno risposto alle richieste di commento.

Una scappatoia legale

La promozione della Repubblica islamica da parte di Light of Guidance potrebbe di per sé mettere a rischio la sua esenzione fiscale? Probabilmente no. Un testo di formazione dell’IRS del 1992 sulle attività all’estero delle organizzazioni caritative afferma che «sostenere un governo straniero non è uno scopo caritativo riconosciuto», ma il criterio è se l’organizzazione «sia stata costituita per sostenere il governo straniero». Le moschee khomeiniste possono dunque tranquillamente fare il tifo per la Guida suprema iraniana. Il divieto di propaganda elettorale copre soltanto i candidati a cariche pubbliche, anche in elezioni estere, ma la Guida suprema dell’Iran non è un funzionario eletto dal popolo. Benché la legge statunitense limiti le attività di lobbying sulla «legislazione» in Paesi stranieri, lo stesso testo dell’IRS sostiene che «potrebbe essere improprio» considerare legislazione gli editti di «un regime autoritario o teocratico». Vantaggio Teheran.

Grazie a questa apparente scappatoia, Light of Guidance può continuare a fare propaganda per gli ayatollah iraniani. Nel frattempo, a pagare il conto sono i contribuenti americani. Chi dona alla moschea e all’Hadi Institute può dedurre le donazioni, nessuna delle due organizzazioni paga imposte sul reddito e Hadi ha dichiarato di aver ricevuto quasi 1 milione di dollari in contributi pubblici. Parte di quella cifra ha probabilmente finanziato la sua scuola, ma il denaro è fungibile: meno ne spende lì, più può spenderne altrove. Del resto, le conferenze di Light of Guidance si tengono presso l’Hadi Institute. In sostanza, i contribuenti stanno sovvenzionando la propaganda a favore di un avversario straniero e un apparente intervento in una campagna elettorale statunitense da parte di un islamista radicale a Dearborn.