Il Mossad deve eliminare Rawa Majid per far crollare l'asse criminale-terroristico dell'Iran in Europa
Affidare gli atti terroristici alle gang di strada locali è l'opzione preferita da Teheran per fare la guerra ai nemici stranieri.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC, pasdaran) e il Ministero dell’Intelligence iraniano si servono delle gang di strada europee per terrorizzare obiettivi israeliani ed ebraici. Al centro di questa presunta cospirazione c’è Rawa Majid, un criminale nato in Iran, cresciuto in Svezia e a capo di una rete di spacciatori e killer nota come «Foxtrot». La banda è responsabile di almeno 35 omicidi dal 2022. Il trasferimento di Majid in Iran è cominciato nell’ottobre 2023, quando le autorità iraniane lo hanno arrestato vicino al confine dopo che aveva lasciato il suo rifugio sicuro in Turchia. Teheran, che potrebbe estradarlo, ha deciso invece di tenerselo come risorsa per minacciare ambasciate israeliane, aziende della difesa e organizzazioni ebraiche in Europa.
La partnership tra Majid e l’Iran ha prodotto frutti immediati sotto forma di atti terroristici. Nel gennaio 2024 le forze di sicurezza hanno rinvenuto una granata a mano inesplosa presso l’ambasciata israeliana a Stoccolma. Foxtrot ha esportato questo copione del terrore in tutta Europa. A maggio un sicario quattordicenne di Foxtrot ha aperto il fuoco nei pressi della sede diplomatica di Stoccolma. Poco dopo la banda ha organizzato un attacco con granata contro l’ambasciata israeliana a Bruxelles. Nell’ottobre 2024 la campagna di Foxtrot ha raggiunto il culmine con un duplice attacco con granate a Copenaghen e con tentativi di sabotaggio contro gli impianti di Elbit Systems a Göteborg. Secondo i servizi di sicurezza svedesi, appaltare gli atti terroristici alle gang di strada locali è diventata l’opzione preferita da Teheran per fare la guerra ai propri nemici all’estero.
L’asse è arrivato fino al Mare del Nord. Nel marzo 2025 le autorità britanniche e norvegesi hanno catturato il diciannovenne Johannes Natland, di Stavanger, in una camera d’albergo a Huddersfield, armato di due pistole. Si era recato nel Regno Unito per eseguire un omicidio su commissione, pagato, per conto di Foxtrot. La condanna a 20 anni inflittagli questo mese ha segnato uno spartiacque, perché la procura ha dichiarato che il tentato omicidio era la prima operazione di Foxtrot su suolo britannico, ordinata direttamente dall’Iran. Washington e Londra hanno risposto imponendo analoghe sanzioni economiche a Majid e a Foxtrot nella primavera del 2025. Tuttavia, le sanzioni finanziarie possono fare ben poco per fermare un sindacato protetto da uno Stato e alimentato dal denaro del mercato nero.
Storicamente Teheran conduceva le proprie operazioni europee attraverso propri operativi. Nel luglio 1989, per esempio, agenti iraniani si servirono della copertura diplomatica per assassinare il leader del Partito democratico del Kurdistan iraniano, Abdol-Rahman Ghassemlou, durante negoziati a Vienna. Da allora, però, Teheran ha cambiato tattica. Anziché usare squadre interne di assassini per colpire i dissidenti curdi, l’Iran impiega oggi un criminale curdo-svedese per colpire obiettivi ebraico-israeliani. Questa mossa non solo protegge il regime, ma allontana anche gli investigatori europei dai veri responsabili, con esecutori che con ogni probabilità sono anonimi pistoleri adolescenti che Paesi come la Svezia non sono in grado di perseguire, data l’età minima di imputabilità penale.
Poiché le sanzioni europee e i tentativi di smantellamento ai livelli più bassi lasciano intatto il nodo di comando, Majid può coordinare in tutta sicurezza le sue operazioni terroristiche. Operando dalle case sicure del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica all’interno dell’Iran e transitando attraverso l’area di confine permeabile tra Iran, Iraq e Afghanistan, Majid può portare avanti le sue attività garantendo a Teheran una plausibile negabilità. Le misure convenzionali di contrasto hanno raggiunto il limite, e l’unico modo per preservare la deterrenza israeliana è colpire Majid.
Il Mossad dovrebbe impiegare le proprie capacità operative per intrappolare e colpire Majid durante uno dei suoi documentati attraversamenti di frontiera. In primo luogo, il Mossad deve tracciare i suoi itinerari abituali lungo le rotte curde del contrabbando, incrociando immagini satellitari commerciali con i trasferimenti di denaro ai suoi genitori a Sulaymaniyah. In secondo luogo, una piccola squadra di operativi infiltrata sul versante iracheno del confine potrebbe attirare Majid verso un valico isolato con il pretesto di discutere una «sistemazione finanziaria familiare». Nella zona di ingaggio, la detonazione a distanza di ordigni o un rapido assalto via terra, agevolato da informatori locali appartenenti a reti di traffico rivali, potrebbero eliminare Majid senza dover penetrare in profondità nel territorio iraniano. Si sfrutterebbero così il caos del traffico di frontiera, le vulnerabilità finanziarie dello stesso gangster e la sua generale mancanza di protezione fuori dal perimetro di sicurezza immediato di Teheran.
In definitiva, i governi europei non possono ordinare l’estradizione di Majid, né hanno la volontà politica di smantellarne il santuario. L’unica opzione per Israele è neutralizzare la «Volpe curda», ripristinare la deterrenza ed eliminare il proxy europeo dell’Iran prima che si verifichi un attacco letale di massa contro ebrei e israeliani.